Cerco persone che pensano.
Cerco persone che pensano.
Solo questo. Nient’altro.
Qualche anno fa un annuncio del genere sarebbe finito nelle pagine di un giornale locale, forse tra le offerte di lavoro o le dichiarazioni d’intenti. Oggi viviamo in rete e ho tempo per spiegare perché questa ricerca non è un vezzo intellettuale, ma una necessità.
In nessuna religione tradizionale ti viene detto di ragionare con la tua testa. Ti viene detto di fidarti, di obbedire, di accettare. Punto.
Tutto è partito da una domanda che sembrava banale.
Se il modo in cui trascorriamo l’unica vita che abbiamo dipende moralmente e spiritualmente da regole stabilite da una religione, quali ragioni concrete avremmo per crederci?
Da lì ho cominciato a scavare. Ho letto, confrontato, rivisto ciò che mi avevano raccontato fin da bambino. Più andavo avanti, più emergeva lo stesso schema: esseri inventati trasformati in certezze assolute, certezze che esistono solo dentro la testa di chi le crede. E, accanto a loro, guide morali le cui azioni personali spesso contraddicevano in modo clamoroso i precetti che predicavano.
C’è un particolare che mi ha colpito più di altri.
Per secoli alla donna è stato assegnato un ruolo preciso: servire, aiutare, accompagnare, obbedire, generare, sacrificarsi. Mai guidare.
Per dare origine all’umanità serviva una donna. Per rappresentare il dio che avrebbe creato quella stessa umanità, secondo certe tradizioni, no. Metà dell’umanità considerata non all’altezza di parlare in nome di chi l’avrebbe plasmata.
Suona più come una decisione umana, molto umana, che come un disegno divino.
È stato in quel momento che ho smesso di guardare in alto e ho cominciato a guardare dove poggio i piedi.
Camminiamo su questa terra. Respiriamo quest’aria. Amiamo e rispettiamo ciò che ci circonda. Difendiamo i fatti quando i fatti sono chiari.
Non conta il colore della pelle, l’orientamento politico o il sesso. Conta solo che tu sia una persona in grado di pensare e, quando i fatti lo richiedono, di cambiare idea.
Nessuno possiede la verità chiusa in un forziere. I principi che hanno senso sono quelli aperti al confronto, non quelli imposti una volta per tutte.
Chi preferisce le risposte di secoli fa alle domande di oggi? I testi antichi furono scritti per un’epoca diversa, per una mentalità diversa.
Oggi l’ignoranza arretra e le risposte ragionate avanzano.
Una comunità intelligente non nasce quando tutti la pensano allo stesso modo. Nasce quando a nessuno è vietato pensare diversamente.
Se qualche volta ti è capitato di sentire che ragionare era un atto di ribellione, forse fai già parte di chi cerca persone che pensano.
E non lo sapevi ancora.

