Il Maestro e l’Ingenuo.
Tre frasi che nascondono un'altra intenzione.
– Maestro, ho sentito parlare di tre frasi che certe persone ripetono spesso. Può dirmi quali sono e perché dovrei prestarvi attenzione?
– Mio caro ingenuo, sono frasi di uso comune, e proprio per questo passano inosservate. La prima è: «Io sono molto diretto, mi piace dire le cose in faccia».
– Ma Maestro, che male c'è nell'essere diretti? Non è forse una forma di onestà?
– Lo è, ingenuo, e non bisogna confondere l'onestà con la maleducazione o con la crudeltà. Il problema nasce quando questa frase diventa la scusa perfetta: serve a insultare, a criticare e a proiettare le proprie insicurezze senza assumersi la responsabilità della propria aggressività.
– Quindi chi la pronuncia non sta davvero dicendo la verità, ma si sta proteggendo?
– Esatto. Dietro la parola «sincerità» si nasconde spesso qualcos'altro. Ma passiamo alla seconda: «Te lo dico per il tuo bene».
– Maestro, questa sembra una frase affettuosa! Chi me la dice, dovrebbe volermi bene.
– Così sembra, ed è proprio questo il suo travestimento. È una frase pensata per mascherare l'invidia o il controllo dietro un'apparenza di empatia. Dimmi, ingenuo: se qualcuno volesse davvero aiutarti, come si comporterebbe?
– Credo che mi incoraggerebbe, Maestro. Magari mi parlerebbe in privato, con rispetto.
– Proprio così: chi vuole davvero aiutarti ti sostiene in privato. Non usa le tue debolezze per farti dubitare dei tuoi progetti o del tuo valore.
– E la terza frase, Maestro?
– La terza è: «Tu esageri sempre tutto, te la prendi sempre a male».
– Questa l'ho sentita molte volte, Maestro. Ma non potrebbe anche essere vera, a volte?
– Può esserlo, ingenuo, e ogni persona può esagerare. Ma quando la frase diventa un'abitudine, è il classico meccanismo di manipolazione. Chi la usa cerca di invalidare le tue emozioni e di farti dubitare del tuo giudizio, per non dover ammettere di aver oltrepassato un limite o di averti mancato di rispetto.
– Quindi, invece di riconoscere l'errore, fa dubitare me di ciò che ho sentito.
– Esattamente. E ora guarda cosa hanno in comune le tre frasi.
– Mi sembra, Maestro, che non servano a comunicare. Servono a ottenere qualcosa.
– Ottimamente, ingenuo. Chi le usa non cerca di comunicare né di costruire: cerca di dominarti. Per questo la comunicazione strategica non consiste soltanto nel sapere cosa dire, ma anche nel sapere a chi chiudere l'accesso alla propria vita.
– Chiudere l'accesso, Maestro? Non è un gesto un po' duro?
– È un gesto di cura verso se stessi, ingenuo. Chi ha dedicato molti anni a studiare come le parole incidono sulle persone, sa che esistono parole che colpiscono in modo negativo e altre che colpiscono in modo positivo.
– Quindi le parole possono fare danno, ma anche bene.
– Sì. E chi impara a usarle bene può raddoppiare il proprio impatto sulle persone, la propria leadership e le vendite della propria attività.
– Grazie, Maestro. Starò più attento a chi mi parla così, e a come parlo io.
– Bene, ingenuo. Ora permettimi di riposare: per oggi ne abbiamo detto abbastanza.
– Grazie, Maestro.

