Il Maestro e l’Ingenuo.
Le leggi per non lasciare nulla al caso.
– Maestro, ho sentito parlare della legge di Murphy: "se qualcosa può andare storto, andrà storto". Non le sembra un modo molto pessimista di guardare la vita?
– Mio caro ingenuo, non è pessimismo, è ingegneria. Chi vince non si mette a pregare che le cose vadano bene.
– E che cosa fa, allora?
– Elimina tutti i modi possibili in cui le cose potrebbero andare male. Questo è il senso della legge di Murphy.
– Capisco. E ce ne sono altre di leggi come questa?
– Ce ne sono, ingenuo. Prendi la legge del non decidere: se non c'è bisogno di prendere una decisione, non prenderla.
– Ma, Maestro, decidere non è sempre un segno di forza? Perché dovrei evitarlo?
– Perché ogni decisione inutile consuma la stessa energia di una decisione importante. Se sprechi la tua energia in mille piccole scelte che non servivano, arriverai svuotato proprio a quelle che davvero decidono la tua vita.
– Allora l'energia per decidere è un bene limitato, come il denaro.
– Proprio così. E c'è un'altra legge, la legge di Gilbert: quando accetti un compito, la responsabilità di portarlo a termine sarà sempre tua.
– Sempre mia? Neppure se qualcuno mi dice come farlo?
– Nessuno verrà a dirti che cosa fare, ingenuo. Chi aspetta istruzioni resta ad aspettare tutta la vita.
– Questa è dura, Maestro. E se invece il compito mi sembra troppo grande, o troppo confuso, da dove comincio?
– Qui interviene la legge di Kirin: se scrivi il tuo problema in modo chiaro e concreto, hai già metà del risultato.
– Soltanto scrivendolo? Mi sembra poco.
– Pensaci. Ciò che ti blocca non è il problema in sé, ma il tenerlo nella testa, aggrovigliato come una palla e senza nome. Quando lo scrivi, gli dai un nome e una forma, e solo allora puoi affrontarlo.
– E per quanto riguarda il denaro, Maestro? Alla fine tutti lavoriamo anche per questo, no?
– Ecco l'ultima legge, quella di Wilson: se metti la conoscenza davanti a tutto, il denaro verrà dietro.
– Dunque non bisogna inseguire il denaro?
– La gente corre dietro al denaro e finisce per restare senza l'uno e senza l'altra, senza denaro e senza conoscenza. Il denaro è una conseguenza, ingenuo, mai l'obiettivo.
– Maestro, tutte queste leggi sembrano nate dall'esperienza di qualcuno. Chi le raccoglie in questo modo?
– Sono parole di Bernardo Jurado.
– E perché darebbe tanta importanza alla comunicazione?
– Perché, mio caro ingenuo, se non sei capace di far sì che la gente ti ascolti, sei condannato a essere ignorato.
– Grazie, Maestro.

