Por Franco Cerutti

### Il Gallo Nero vola in testa: cronaca dal Bar Sport di Briga Novarese

Nel Bar Sport di Briga Novarese, quel tempio sacro dove il tempo scorre lento come il caffè che esce dalla macchina da vent’anni e l’odore di cappuccino bruciato si mischia al fumo delle sigarette che nessuno fuma più ma tutti ricordano, la notizia del giorno è arrivata come un gol al novantesimo: l’Inter è prima da sola in classifica. Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale del bar – così chiamato perché quando parla sembra che gli esca vapore dalle orecchie – ha appeso il giornale alla parete con quattro puntine da disegno, come se fosse il bollettino della Madonna di Oropa.

«Inter capolista solitaria!» ha proclamato Tonino, salendo sul solito sgabello che usa come podio. «Ha battuto la Fiorentina, il Genoa ha steso la Juventus due a uno, e il Milan ha pareggiato col Napoli due a due. È matematica, signori. È destino. È la mano di Dio che finalmente ha cambiato mano!»

El Poeta, il titolare, che tutti chiamano così perché ogni tanto infila una rima senza volerlo (e quando lo vuole è peggio), ha pulito il bancone con lo straccio eterno e ha commentato in versi:

«L’Inter in cima, che bella visione,
la Juve perde, che soddisfazione.
Il Genoa ride, la Vecchia Signora
piange sul campo, che brutta figura.»

Il ragionier Gualtieri, cliente fisso da quando aveva i capelli e ora ne ha solo l’ombra, ha alzato gli occhi dal cruciverba della Settimana Enigmistica che risolve da tre anni.

«Capolista solitaria, dice? Mah. Io ricordo quando l’Inter vinceva sempre. Poi è arrivato il Milan di Berlusconi, poi la Juve di Agnelli, poi di nuovo la Juve, poi il Napoli di De Laurentiis… e noi interisti sempre lì a soffrire. Ora siamo primi e non ci credo. È come quando mia moglie mi dice che ha cucinato leggero: sospetto sempre che ci sia sotto qualcosa.»

La Mirella, che viene al bar tutte le mattine per il cappuccino schiumato a mano e per sentire le ultime sui nipoti degli altri, ha sbuffato dal tavolino vicino alla finestra.

«Ma smettetela con ‘sto calcio! L’Inter, la Juve, il Milan… sempre le solite tre. E il Novara? E il Gozzano? Quelli sì che sono squadre vere, che lottano, che sudano. L’Inter vince perché ha i soldi, punto. Come quel ladro del Banco Nacional in Costa Rica che rubava milioni per giocare ai galli tapati. Alla fine vincono sempre i ricchi.»

A quel punto è entrato Peppone, il meccanico con la barba che sembra fatta di filo spinato e le mani sempre nere anche dopo tre lavaggi col petrolio. Si è seduto pesantemente e ha ordinato un bianchino.

«Inter prima? Bene. Ma finché non arriva lo scudetto non ci credo. Io l’ultima volta che ho festeggiato era il 2010, e poi ho dovuto aspettare quindici anni. Quindici! Nel frattempo ho cambiato tre Fiat Panda, due mogli e un’officina. Se l’Inter perde lo scudetto quest’anno, giuro che passo alla Juve per dispetto.»

Otello, detto «Calorifero» perché è alto, magro e quando serve sembra che scaldi l’ambiente solo con la presenza, ha versato il bianchino senza dire una parola. Poi, sottovoce, ha mormorato: «L’Inter è come il riscaldamento centralizzato di Briga: parte in ritardo, fa rumore, ma alla fine scalda.»

È arrivato anche il professor Mantovani, cliente secondario ma abituale, quello che insegna lettere al liceo e cita sempre Dante anche quando si parla di rigori.

«Signori, l’Inter capolista è un segno dei tempi. Come disse il Sommo: “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. E l’Inter conosce la virtù della vittoria. Mentre la Juventus… beh, lasciamo perdere.»

Tonino il Termosifone ha ripreso la parola, agitando le braccia come un direttore d’orchestra ubriaco.

«E stasera c’è Roma-Como! Chiude la giornata! Se vince la Roma, l’Inter resta prima tranquilla. Se pareggia o perde, resta prima lo stesso. Insomma, siamo primi comunque. È la legge di Murphy al contrario: tutto quello che può andare bene, va bene!»

El Poeta ha chiuso il discorso con un’altra rima, versando un giro di caffè corretto per tutti:

«Brindiamo all’Inter, che vola lassù,
primo in classifica, che gioia che fu.
Ma ricordate, amici, nel calcio è così:
oggi sei Gallo Nero, domani sei lì…
a fare la fine del gallo spennato.»

E tutti hanno alzato le tazzine. Perché al Bar Sport di Briga Novarese, alla fine, anche quando l’Inter è prima da sola, si brinda lo stesso. Con cautela. Non si sa mai.