Por Franco Cerutti

### Cronaca dal Bar Sport di Briga Novarese: Lo Sciopero Aereo, ovvero Come il Cielo Italiano Diventa un Parking Gratuito!

Di Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale del Bar Sport, Briga Novarese (scritto con la matita che mi ha prestato il Peppone, la stessa con cui segna i conti dei clienti che non pagano mai).

Era una di quelle mattine grigie a Briga Novarese, quando il cielo sembra un cappuccino dimenticato sul bancone: schiuma sporca e freddo dentro. Nel Bar Sport, l’aria profumava di caffè bruciato e di grappa che El Poeta tiene nascosta sotto il registratore di cassa «per le emergenze poetiche». El Poeta, il titolare, stava lucidando i bicchieri con uno straccio che aveva visto più stagioni di un almanacco contadino, e ogni tanto borbottava rime tipo: «Se il cielo si ferma, il tempo si ferma… e il prosecco si scalda, che dramma, che dramma!».

Arriva di corsa il ragionier Gualtieri, cliente fisso, con il giornale piegato come se fosse una multa da nascondere. Si siede al suo tavolino d’angolo, quello che cigola come la sua prostata, e urla: «Calorifero! Un bianchino doppio, e che sia freddo come il cuore di un controllore di volo oggi!»

La Mirella, cliente fissa da trent’anni, arriva subito dopo con la borsa della spesa piena di pomodori che sembrano più rossi delle sue guance quando si arrabbia. «Ma che succede, Gualtieri? Sembri uno che ha perso l’aereo per le Maldive!»

Otello, detto Calorifero perché quando serve è sempre caldo e sudato, esce da dietro il bancone asciugandosi le mani nel grembiule. «Sciopero, signori! Dalle tredici alle diciassette. ENAV, Techno Sky, handling, ITA, Vueling, Air France… tutti in sciopero! Gli aerei restano a terra come le mie ciabatte quando piove.»

Io, Tonino il Termosifone, stavo già scribacchiando sul mio taccuino unto di fritto misto. «Sciopero aereo? Ma se uno deve andare a Roma per la comunione del nipote?»

Il ragionier Gualtieri apre il giornale con un gesto da prestigiatore fallito. «Leggete qua! Disagi, cancellazioni, code… il cielo italiano diventa un parcheggio gratuito. Gli aerei fermi come le promesse dei politici. E chi doveva partire per New York? Resta qui a bere grappa con noi. Meglio, no?»

Entra il Peppone, il meccanico, con la barba piena di grasso e l’odore di benzina che precede di tre metri. «Io lo dico sempre: gli aerei sono come le mie Fiat Panda. Se non gli dai nafta, non partono. Ma questi qui scioperano per i diritti! Bravi! Almeno loro non si fanno fregare come noi che lavoriamo fino a ottant’anni per una pensione da fame.»

El Poeta, ispirato, butta lì una rima: «Controllore in sciopero, aereo fermo al suolo… il passeggero impreca, e il prosecco è buono!» Tutti ridono, tranne la Mirella che scuote la testa.

«Ma pensate a quella povera gente in aeroporto! Aspettano ore, con i bambini che urlano, i trolley che pesano come peccati… e alla fine niente volo. È un non-sense italiano perfetto: paghi il biglietto, ma il cielo decide lui quando aprirsi.»

Arriva un personaggio secondario, il professor Baloss, insegnante in pensione che viene solo per il cruciverba. «Io dovevo andare a Palermo per un convegno su Leopardi. Ora resto qui. Meglio: Leopardi almeno non scioperava. L’infinito lo contemplava gratis, senza ENAV.»

Calorifero serve un giro di caffè corretti. «Pensate: sopra le nuvole, niente. Sotto, caos. È come quando El Poeta dimentica di accendere la macchina del ghiaccio: tutti sudati e nessuno vola via.»

Il ragionier Gualtieri alza il bicchiere. «Brindiamo allo sciopero! Almeno per quattro ore il cielo è nostro. Niente rumore, niente scie chimiche, solo nuvole pigre come noi al bancone.»

Il Peppone aggiunge: «E se scioperano anche i piccioni? Allora sì che è rivoluzione!»

Io, il Termosifone, chiudo il taccuino: «Nel Bar Sport di Briga Novarese, lo sciopero aereo è come un aperitivo lungo: nessuno va da nessuna parte, ma almeno si sta insieme a lamentarsi.»

Tutti ridono, il bar si riempie di fumo di sigarette elettroniche (perché quelle vere sono vietate, ma il vapore sa sempre di ribellione), e la mattinata continua, assurda e italiana come solo noi sappiamo fare.

Fine della cronaca. Domani, se gli aerei ripartono, torno con un altro bianchino. Viva lo sciopero, viva il parcheggio celeste!