L'invenzione senza firma.
C'è un'invenzione che nessuno può rivendicare con nome e cognome, eppure ha plasmato più vite di qualsiasi altra tecnologia mai creata. Non parlo della ruota, che pure ha cambiato tutto. Parlo di qualcosa che si è insediato nella mia testa, nella tua, in quella di miliardi di persone prima di noi: gli dèi.
Da quando esistiamo come specie sono passate centinaia di migliaia di anni. Se allargo lo sguardo a tutta l'evoluzione umana, parliamo di milioni. Eppure per la stragrande maggioranza di questo tempo nessuno pregava nessuno. I miei antenati cacciavano, accendevano il fuoco, dipingevano grotte, suonavano ossa scolpite come flauti. Nessun dio bussava alla porta.
Gli dèi con nome, tempio e pretese sono arrivati tardi, quando sono nate l'agricoltura, le città, le gerarchie di potere. E guarda caso, proprio in quel momento la violenza organizzata tra esseri umani ha iniziato a crescere. Non lo dico per accusare qualcuno: lo dico perché i fatti raccontano una storia diversa da quella che ci hanno insegnato.
Non ho bisogno di negare il mistero per restare con i piedi per terra. Mi basta ricordare che per il 95% della nostra storia siamo sopravvissuti, amati, creato arte senza bisogno di nessuna autorità celeste a dirci come sentirlo. Quel margine di libertà, quello sguardo aperto verso il cielo senza catene, appartiene ancora a me. E anche a te, se lo vuoi riprendere.

