Il Maestro e l’Ingenuo.
Il tuo limite sei tu? Ma dai!
– Maestro, ho sentito ripetere spesso questa frase: “Il tuo unico limite sei tu”. Suona bene, non trova?
– Suona benissimo, mio caro ingenuo. È motivante, ispiratrice e, se vuoi che ti dica la verità, anche piuttosto infantile.
– Infantile? Maestro, ma allora non è vero che il nostro unico limite siamo noi?
– No, ingenuo. Tu hai dei limiti biologici, materiali, sociali e di contesto. Puoi desiderare di correre i cento metri in otto secondi, ma la tua volontà non può trattare con la fisica.
– Però, Maestro, se uno si impegna davvero, se si sforza moltissimo...
– Impegnarsi è necessario, ma non basta. Servono anche risorse, occasioni, conoscenze e circostanze favorevoli. La buona volontà da sola non le fabbrica.
– Capisco i limiti del corpo e dei mezzi. Ma ce n’è qualcun altro, Maestro?
– Sì, ed è un punto che si dimentica facilmente: non sei solo al mondo. Ci sono altre persone, organizzazioni, norme. Ci sono decisioni che prendono altri e che incidono sulla tua vita, che tu lo voglia o no.
– Maestro, mi sta dicendo che siamo condannati dalle nostre circostanze?
– No, ingenuo, non è questo che sto dicendo. Sto dicendo che ci sono cose che puoi cambiare e cose che non puoi cambiare.
– E come si fa a sapere quali sono le une e quali le altre?
– La maturità consiste proprio in questo: saperle distinguere. Chi nega i propri limiti non per questo è più ambizioso, mio caro: sta solo confondendo il desiderio con la realtà.
– Allora, Maestro, che cosa dovrei domandarmi quando mi trovo davanti a un ostacolo?
– Non chiederti con tono solenne che cosa ti impedisce di riuscire. Chiediti piuttosto: che cosa posso fare con le condizioni che ho?
– Mi scusi, Maestro, ma questo non è un modo elegante di rassegnarsi? Non è conformismo?
– No, ingenuo. Il conformismo è arrendersi senza guardare. Questo, invece, è criterio. È guardare bene la realtà e poi decidere come muoversi dentro di essa.
– Quindi crescere non vuol dire credere di poter ottenere qualsiasi cosa...
– Esatto. Crescere vuol dire conoscere i propri limiti, accettare la realtà e arrivare tanto lontano quanto davvero si può arrivare.
– E se qualcuno mi dice ancora: “Il tuo limite sei tu”?
– Rispondigli con due parole, ingenuo: “Ma dai!”
– Grazie, Maestro.

