Il Maestro e l’Ingenuo.
Le ferie non sono un favore.
– Maestro, mi hanno chiesto di lavorare durante le ferie. Mi hanno detto che è solo un momento. Che cosa devo pensare?
– Mio caro ingenuo, conosco bene quella frase: “è urgente, ci vuole un attimo, non costa nulla”. Ma costa, eccome: costa il tuo riposo, la tua salute e la tua vita personale.
– Però, Maestro, se me lo chiedono e io dico di no, non sembra una mancanza di impegno?
– No, ingenuo. Lavorare in ferie non è impegno. È mancanza di pianificazione.
– Mancanza di pianificazione? In che senso?
– Nel senso che, quando tutto dipende da una sola persona che interviene all’ultimo momento, si parla di dipendenza dall’eroe. E il tentativo di tamponare ogni emergenza sul momento, senza prevenirla, si chiama cultura del rattoppo.
– E se uno accetta sempre, Maestro? Se si rende sempre disponibile?
– Quando ti trattano come se fossi disponibile all’infinito, non ti proteggi: ti limiti, e non riesci mai a staccare. Ricordalo, ingenuo: nessuno rende bene se non gli è mai permesso fermarsi.
– Allora, Maestro, che cosa si può fare?
– Mettere dei limiti chiari prima di partire. Che cosa gestisci, che cosa no, e in quali casi eccezionali. Abbi il coraggio di farlo, anche se ti costa fatica.
– E poi?
– E poi preparare tutto il necessario prima di andare via.
– Ma se, nonostante questo, tutto dipende comunque da me?
– Allora il problema non sei tu, ingenuo. È la struttura. Le ferie non sono un privilegio: sono una necessità umana.
– Quindi la domanda, alla fine, è questa...
– Sì, ed è molto diretta: ti fanno lavorare in ferie, oppure ti permettono di vivere fuori dal lavoro? La differenza non sta nell’urgenza, sta nella cultura.
– Grazie, Maestro.

