Por Franco Cerutti
### L’Atalanta fa due gol al Cagliari e il Bar Sport di Briga Novarese entra in estasi termica
Bar Sport, Briga Novarese, ore 17:42 del 14 dicembre 2025. Fuori nevica a fiocchi grossi come polenta concia, dentro la temperatura è già a 38 gradi perché Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale, ha appena aperto il cappotto e si è messo a sventolare il «Gazzetta» come un ventilatore impazzito.
El Poeta, titolare e vate del bancone, stava asciugando un bicchiere con uno strofinaccio che haiku:
«Due a uno per noi,
Scamacca fa bum bum,
Cagliari addio.»
Il ragionier Gualtieri, che da trent’anni conta solo le tasse altrui, alza gli occhi dal cappuccino ormai freddo:
«Scamacca ha fatto doppietta? Ma non era quello che sembrava un armadio Ikea montato male? Miracolo bergamasco!»
La Mirella, che arriva sempre con la pelliccia sintetica anche quando ci sono 30 gradi, sbotta:
«Io l’avevo detto che quest’anno l’Atalanta vince lo scudetto! L’ho sognato: c’era Gasperini con la corona di alloro e un cotechino in mano. Segno chiarissimo.»
Entra Peppone, il meccanico, barba piena di neve e mani nere di grasso.
«Ragassi, ho sentito il secondo gol mentre smontavo un carburatore di una Panda del ’98. Il motore ha fatto un botto che sembrava lo stadio! Ho pensato: o esplode la macchina o segna Scamacca. Ha segnato Scamacca. Meglio così, almeno non devo pagare il cliente.»
Otello, detto «Calorifero» perché suda anche a febbraio, urla dal bancone:
«Un giro di grappe per tutti! Offre il Cagliari, poveretti!»
A quel punto si alza Tonino «il Termosifone» sopra lo sgabello (impresa pericolosa, sembra una caldaia che prende la rincorsa) e proclama la cronaca ufficiale:
«Minuto 23: Scamacca prende la palla, sembra un frigorifero che cammina, tira… GOL! Il portiere del Cagliari guarda la palla come mia moglie guarda le bollette: troppo tardi.
Minuto 67: corner, stacco di testa, la palla entra piano piano, come la rata del mutuo, ma entra. Due a uno. Bergamo esplode, Briga Novarese pure, il mio cappotto si è sciolto.»
Arriva di corsa il Baffo, cliente secondario che nessuno ha mai capito che lavoro fa (qualcuno dice rappresentante di pentole, qualcuno spia del Milan):
«Ho visto il gol in diretta sul telefono mentre ero dal dentista! Il trapano ha fatto ZZZZZ e Scamacca ha fatto GOLLLL, il dentista ha sbagliato dente, ora ho un molare in meno ma sono felice lo stesso.»
El Poeta ricomincia a poetare, stavolta in rima baciata:
«Scamacca tiratore,
fa tremare il portiere,
Cagliari in depressione,
noi in erezione… sportiva, eh!»
Il ragionier Gualtieri lo fulmina:
«Poeta, per favore, qui ci sono signore.»
La Mirella:
«Ma quali signore, ragiuné, qui ci sono solo io e la mia pelliccia!»
Calorifero serve l’ultima grappa:
«Allora, brindisi! All’Atalanta che vince, al Cagliari che perde, e soprattutto a noi che stiamo qui al caldo mentre fuori si gela il sedere!»
Tonino «il Termosifone» chiude la cronaca storica con un colpo di tosse che sembra un radiatore che sbuffa:
«Atalanta 2, Cagliari 1.
Scamacca capocannoniere e santo subito.
Briga Novarese 3, freddo 0.
Bar Sport sempre primo in classifica di felicità.»
E mentre la neve continua a cadere fuori, dentro si alza un coro stonato ma commovente:
«Olé olé olé, Dea Dea Dea!»
Perché a Briga Novarese, quando vince l’Atalanta, anche il termosifone canta.

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