Por Franco Cerutti
**Al Bar Sport di Briga Novarese: L’Etna Fa gli Auguri di Santo Stefano con Fuoco d’Artificio Gratuito!**
Di Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale del Bar Sport, Briga Novarese. (Scritto con la penna a sfera che perde inchiostro e la mano che trema per il freddo, perché qui l’Etna è lontano ma il riscaldamento è ancora più lontano).
Era una mattina di Santo Stefano, di quelle in cui il sole si alza pigro come El Poeta quando deve aprire il bar alle otto e mezza. Dentro il Bar Sport di Briga Novarese l’aria sapeva di caffè bruciato, pandoro avanzato dal Natale e un vago sentore di naftalina che nessuno sa da dove viene. El Poeta, il titolare, stava lucidando il bancone con un panno che aveva visto più clienti ubriachi che pulizie, e borbottava rime sconnesse: «Natale è passato, panettone è finito, ma l’Etna borbotta, che casino è questo?».
Entra il ragionier Gualtieri con il giornale sottobraccio, occhiali appannati e faccia da chi ha appena scoperto che la pensione è aumentata di 12 centesimi. «Sentite qua! L’Etna! Attività stromboliana intensa al cratere Nord-Est! Materiale incandescente che vola, cenere su Taormina, allerta arancione per gli aerei, ma l’aeroporto di Catania funziona lo stesso. Roba da matti!».
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di rondini, alza la testa dalla sua birra analcolica (perché ha promesso alla moglie di non bere prima delle undici, e sono le dieci e cinquantotto). «Stromboliana? Ma non era un ballo greco? Io pensavo fosse tipo tarantella, invece è lava che salta come pop-corn in padella! E la cenere a Taormina? Ma non è che i turisti pagano extra per lo “spettacolo naturale”?».
Mirella, seduta al tavolino d’angolo con il suo cappuccino che ormai è diventato una reliquia, scuote la testa. «Povera Taormina, prima i turisti con le valigie, ora la cenere. Tra un po’ gli alberghi mettono il “pacchetto eruzione” con colazione, vista sul vulcano e spazzola per pulire la macchina. E noi qui a Briga Novarese con la nebbia che non si vede manco il campanile!».
Otello, detto Calorifero perché quando si arrabbia sembra un termosifone bollente, versa un giro di grappe e commenta: «L’Etna è come mia suocera: borbotta da giorni, poi la notte fa le esplosioni e al mattino è tutto tranquillo. Solo che invece di cenere butta suocera… ehm, lava. E l’allerta arancione? Arancione come il sole al tramonto, o come la mia faccia quando perdo a briscola?».
Entra allora Beppe il postino, con la borsa a tracolla e la notizia fresca di stampa. «Hanno detto che la nube va verso nord-est, cenere leggera su Piano Provenzana e Taormina. Ma Catania ok, voli regolari. Cioè, il vulcano fa i capricci ma non rompe il traffico aereo. È come quando fai la multa ma il vigile ti dice “stavolta passa”».
El Poeta si illumina di colpo, prende un tovagliolo e improvvisa:
«L’Etna fa bum, butta fuoco e cenere,
noi qui al bar beviamo e ridiamo di niente.
Stromboliana? Roba da poeti ubriachi,
noi abbiamo il pandoro, loro la lava nei fianchi!».
Il ragionier Gualtieri sospira: «Ma sapete che c’è? L’Etna è come l’Italia: fa casino, tutti corrono, poi alla fine l’aeroporto funziona, i turisti arrivano e la vita continua. Solo che loro hanno fontane di lava, noi fontane di guado scaduto».
Peppone ride: «Io se avessi un cratere Nord-Est così, lo userei per scaldare l’officina. Addio bollette del gas!».
Mirella alza il cappuccino ormai freddo: «Brindiamo all’Etna, che almeno fa spettacolo gratis. Qui da noi l’unico spettacolo è Calorifero che litiga col juke-box quando non dà resto».
E così, nel Bar Sport di Briga Novarese, l’Etna diventa argomento da bar: lontano migliaia di chilometri, ma vicino come un vicino di casa che fa i botti a Capodanno in anticipo. Perché la vera eruzione, qui, è quella di risate assurde che non si spegne mai.
Fine del bollettino vulcanico-baristico. Fino alla prossima cenere… o alla prossima grappa.

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