Por Franco Cerutti
### Milano, terzo senzatetto morto per il freddo in pochi giorni — Bar Sport, Briga Novarese — venerdì, 16 gennaio 2026
Nel Bar Sport di Briga Novarese, dove il termosifone è più importante della Costituzione e il cappuccino arriva tiepido come una promessa elettorale, la notizia del terzo morto di freddo a Milano ha fatto il giro del bancone più veloce di un moscone ubriaco.
—Terzo in quattro giorni, maestr! —esclama Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale, sbattendo il giornale sul marmo—. A Milano li trovano stecchiti come ghiaccioli dimenticati sul davanzale. E noi qui a Briga stiamo a discutere se mettere la stufa a legna o quella a pellet che fa la puzza di prosciutto bruciato.
El Poeta, il titolare, versa un giro di grappe e attacca subito con la rima:
—Freddo che morde, freddo che uccide,
a Milano il clochard si congela e ride,
perché se muore sa che almeno
non paga più l’affitto al padrone!
Il ragionier Gualtieri, con la sciarpa avvolta tre volte come una mummia, alza un sopracciglio.
—Ragazzi, ragioniamo. Il Comune di Milano ha speso milioni per le luminarie di Natale, ma per i riscaldamenti dei portici zero. Io dico: mettiamo i senzatetto dentro le vetrine dei negozi vuoti. Tipo manichini viventi. Almeno scaldano l’ambiente e fanno vetrina.
Mirella, che di solito parla solo per ordinare il bianchino, stavolta interviene con la faccia seria.
—Io ho un’idea migliore. Li mandiamo tutti qui da noi a Briga. Da noi il freddo è onesto, ti entra nelle ossa ma ti rispetta. A Milano invece è subdolo, ti uccide mentre dormi e poi ti mette pure la multa per bivacco.
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di rondini, si gratta il mento.
—Io li sistemerei dentro i radiatori delle macchine vecchie. Tipo quelli della Ritmo del ’79. Dentro ci metti il clochard, chiudi il cofano, accendi il motore e via: riscaldamento portatile umano. E se gli avanza un po’ di nafta, gli dai pure il caffè.
Calorifero, che sta asciugando bicchieri con lo stesso straccio dal 1992, scuote la testa.
—Voi parlate, parlate… Io dico una cosa semplice: se a Milano hanno tre morti di freddo, vuol dire che il termometro è rotto. Bisogna mandargli il nostro Tonino, che è Termosifone vivente. Lo mettono in mezzo a piazza Duomo e in due minuti sciolgono anche la Madonnina.
Tonino si gonfia d’orgoglio, spalanca le braccia.
—Appunto! Io mi offro volontario. Mi metto lì con il mio giaccone da reduce di guerra, apro le braccia e dico: “Venite, milanesi, abbracciatemi che vi scaldo tutti!”. E se mi congelano, almeno sarò morto da eroe. Tipo San Martino, ma con la grappa invece del mantello.
El Poeta batte le mani sul bancone e chiude in poesia:
—Tre morti a Milano, tre ghiaccioli in fila,
ma qui da noi il freddo è solo una scusa per la grappa e la chiacchiera tranquilla.
Perché il vero caldo, cari amici, lo tiene acceso
il Bar Sport di Briga, col cuore e col termosifone acceso!
E mentre fuori la neve cominciava a cadere leggera come un rimpianto, dentro il Bar Sport il freddo era solo un pretesto per un altro giro, perché a Briga Novarese, si sa, si muore di freddo solo se ti dimentichi di ordinare la seconda grappa.

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