Por Franco Cerutti

### Italia-Germania, intese su spazio, terre rare e manifattura: l’Unione a traino italo-tedesco – Dal Bar Sport di Briga Novarese – sabato 24 gennaio 2026

Al bancone del Bar Sport, dove il termosifone di Tonino fa più rumore delle dichiarazioni congiunte, stamattina è scoppiato il solito casino geopolitico con dodici accordi firmati tra Meloni e Merz. Dodici, come le uova nel cartone quando arrivi tardi al mercato.

«Dodici intese! Spazio, terre rare, manifattura… ma che roba è, un elenco della spesa per salvare l’Europa?» ha chiesto El Poeta mentre lucidava un bicchiere con lo stesso entusiasmo di uno che pulisce la coscienza.

«Terre rare? Quelle che servono per i telefonini? Noi qui abbiamo le terre comunissime, quelle con le buche per le palline da golf che nessuno gioca» ha borbottato il ragionier Gualtieri, infilando il cucchiaino nel cappuccino come se stesse cercando oro nero.

«Ma no, ragionier, le terre rare sono elementi chimici, tipo neodimio, disprosio… servono per i magneti potenti, per i motori elettrici, per non dipendere dalla Cina» ha spiegato Peppone, il meccanico con la barba che sembra un cespuglio dopo un temporale, mentre si puliva le mani sul grembiule come se stesse per operare a cuore aperto un trattore.

«Ah, ecco. E noi italiani cosa ci mettiamo? Il neodimio lo produciamo a Novara o lo importiamo dal discount cinese di Briga Alta?» ha riso Mirella, che stava sfogliando un settimanale di gossip come se fosse il trattato di Maastricht.

«Intanto loro firmano dodici accordi e noi firmiamo dodici cambiali per il mutuo del locale» ha commentato Calorifero, il barista, versando un caffè che sembrava caffè ma odorava di rimpianto.

«Senti questa: l’Unione a traino italo-tedesco. Cioè loro mettono il motore Mercedes e noi la marmitta tricolore che fa più rumore» ha aggiunto Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale, con il telefonino in mano come fosse un microfono di Radio Briga.

«Ma il bello è lo spazio. Collaborazione spaziale. Meloni e Merz che guardano le stelle insieme. Chissà se hanno firmato anche per un parcheggio orbitale per le Fiat Punto usate» ha buttato lì El Poeta, improvvisando una rima: «Spazio, terre rare, manifattura fina / ma il conto del bar lo paghiamo noi, porca miseria divina».

«Io dico che è tutta una manovra per farci credere che l’Europa va avanti. Intanto noi qui dividiamo l’Europa in due: quelli che pagano il caffè e quelli che lo mettono sul conto» ha sentenziato il ragionier Gualtieri, annuendo con la serietà di chi ha appena scoperto l’IVA al 22%.

«Però è bello, no? Italia e Germania unite. Come quando gioca la nazionale: loro segnano e noi applaudiamo dal divano» ha detto Mirella, versandosi un goccio di latte nel caffè con la precisione di un chirurgo.

«Uniti per la competitività. Meno burocrazia, più mercato. Parole sante. Qui al bar applichiamo già da anni: zero burocrazia, il cliente ordina e io dico “sì va bene, dopo te lo porto”. Competitività pura» ha ghignato Calorifero, asciugando il bancone con uno straccio che ha visto più storia dell’Unione Europea.

«E le terre rare? Noi abbiamo solo la terra rarissima: quella dove cresce il prezzemolo che nessuno innaffia» ha concluso Peppone, finendo il suo bicchiere d’acqua frizzante come se fosse champagne di lusso.

Nel frattempo Tonino ha alzato il volume della radio: «…e dodici accordi per un futuro più forte…». Tutti hanno guardato il soffitto come se da lì dovesse scendere un satellite italo-tedesco con le bandierine.

«Bah» ha detto El Poeta «purché non ci chiedano di pagare il conto in terre rare. Che qui al massimo offriamo monete rare da due euro con l’errore di conio».

E il Bar Sport di Briga Novarese ha continuato a girare, trainato non da Meloni e Merz, ma dal rumore del termosifone e dal profumo di brioche bruciacchiate.