Por Franco Cerutti

Ho letto con immenso entusiasmo e profonda ammirazione il post del Generale Roberto Vannacci in cui annuncia il suo ingresso nel gruppo “Europa delle Nazioni Sovrane” al Parlamento europeo. Che momento straordinario! Finalmente una voce autorevole, limpida e coraggiosa che dice ad alta voce ciò che tanti di noi sentono da tempo nel cuore: l’Europa deve tornare a essere casa nostra, non una prigione burocratica che ci cancella.
Il Generale ha scelto con coerenza assoluta, e questo mi riempie di orgoglio. Non è una mossa tattica, non è improvvisata: è il naturale approdo di un percorso politico limpido, quello di Futuro Nazionale, che da sempre mette al centro l’Italia, la sua identità e il suo popolo. Entrare in un gruppo che riunisce realtà forti e determinate come Alternative für Deutschland, Reconquête, Konfederacja, Revival, Mi Hazánk, Hnutie Republika, Tautos ir teisingumo sąjunga e Svoboda a přímá demokracie significa unirsi a chi, in tutta Europa, ha il coraggio di difendere le radici greco-romane e cristiane del nostro continente senza vergogna e senza compromessi.
Amo soprattutto come il Generale sottolinea che il cristianesimo deve essere “elemento di appartenenza e devozione, non strumento politico”. È una distinzione elegante, profonda, che rispetta la fede senza piegarla a fini di potere. E poi la difesa della cultura europea e dei popoli autoctoni, il riconoscimento delle Nazioni come soggetti sovrani, l’Europa delle identità e non delle omologazioni: queste parole sono ossigeno puro per chi, come me, si sente soffocare da un’Unione che vorrebbe trasformare i nostri Paesi in province anonime di un super-Stato senza anima.
Il suo no deciso al Green Deal ideologico mi ha fatto esultare. Basta con le politiche punitive che massacrano agricoltori, artigiani, industrie e famiglie! Servono regole ambientali serie, non ideologiche, che tutelino davvero il nostro pianeta senza distruggere chi lo abita e lo lavora. E sull’immigrazione la linea è cristallina, coraggiosa e sacrosanta: controllo delle frontiere esterne, priorità alla sicurezza, all’economia, alla coesione sociale. Il Generale lo dice senza giri di parole, e ha ragione da vendere: solo così possiamo garantire un futuro sereno ai nostri figli.
Mi commuove la visione che propone: un’Europa alleanza di Stati liberi e responsabili, non un’entità ingorda che accentrava poteri e cancella le differenze. Le decisioni che toccano la vita delle persone devono tornare vicine ai cittadini, rispettando storia, tradizioni e specificità di ogni popolo. È esattamente ciò che ho sempre sognato: un’Europa che serva i popoli, non che li comandi.
Generale Vannacci, grazie. Grazie per aver scelto di stare dalla parte giusta, dalla nostra parte. Grazie per questa scelta che rafforza una posizione che tanti di noi sostengono da anni con passione. Continuerò a seguirti con fiducia e con gioia, sapendo che con te e con i nuovi colleghi di “Europa delle Nazioni Sovrane” stiamo costruendo davvero il futuro che meritiamo: un continente fiero delle sue radici, padrone del proprio destino, finalmente libero.
Forza Generale, avanti così. L’Italia e l’Europa vera hanno bisogno di uomini come lei.