Chi vende paura, poi vende la cura.
Da anni osservo lo stesso schema ripetersi, cambiano i nomi, le città, le facce, ma il meccanismo resta identico. C'è sempre qualcuno pronto a dirti che dentro la tua vita si nasconde un problema che tu da solo non puoi vedere, e subito dopo pronto a farsi pagare per toglierlo.
Quante volte abbiamo sentito storie di persone convinte di avere addosso un malocchio, una fattura, un'energia negativa mandata da un nemico invisibile? Oppure di chi ha pagato una fortuna perché un "sensitivo" gli garantiva di poter far tornare un amore perduto con un rito segreto? Io non riesco più a stare zitto davanti a questo genere di storie, perché dietro c'è un business vero, organizzato, e capire come funziona è il primo passo per non caderci.
Provo a raccontarvela come la vedo io. Una persona attraversa un momento difficile, il lavoro non va, la coppia scricchiola, la salute preoccupa, e cerca disperatamente una spiegazione. Si presenta da un cartomante, un guaritore, un medium, qualcuno che si vende come intermediario tra il mondo visibile e quello che non si vede. Quello ascolta con attenzione teatrale, fa qualche domanda mirata, lascia parlare, e a un certo punto pronuncia la frase che cambia tutto: ha trovato la causa. Qualcuno gli ha fatto del male. Spesso arriva persino a descrivere chi sarebbe il responsabile, un dettaglio che sembra impossibile da indovinare, ma che in realtà è stato lui stesso, il cliente, a fornire senza accorgersene durante il racconto.
Ed è lì che comincia il vero affare. Perché una volta creato il problema, arriva puntuale la soluzione, un rituale di purificazione, una candela speciale, un amuleto benedetto, ognuno con il suo prezzo. Si promette una trasformazione quasi immediata, e la persona, spaventata e speranzosa allo stesso tempo, paga. Il risultato, quasi sempre, è che nella vita reale non cambia nulla, tranne il portafoglio, che si svuota da una parte e si riempie dall'altra.
Mi chiedo spesso perché così tante persone, anche intelligenti e istruite, finiscano per crederci. Penso che la risposta stia molto indietro, nell'educazione che riceviamo fin da bambini. Cresciamo imparando che esistono forze che non si vedono ma che agiscono su di noi, il bene, il male, la fortuna, la sfortuna, la protezione divina o la maledizione. Le tradizioni religiose, in modi diversi, ci abituano all'idea che qualcosa di soprannaturale possa intervenire nel nostro destino. Questo terreno culturale, per quanto rispettabile quando resta fede personale, diventa terribilmente fertile per chi vuole approfittarsene.
C'è anche un altro fattore, forse ancora più umano. È più facile accettare che la colpa sia di una forza esterna, di un incantesimo, di un'invidia altrui, piuttosto che ammettere che le cose a volte semplicemente non vanno come vorremmo, o che una parte di responsabilità è nostra. Chi vende soluzioni magiche lo sa benissimo, individua l'insicurezza, alimenta la paura con un racconto su misura, e poi offre l'unica via d'uscita, che guarda caso ha sempre un costo.
Io non credo nei lavori occulti, non credo nelle maledizioni, non credo che accendere una candela possa riscrivere il corso di una vita. Credo nella logica, nel ragionamento, nella capacità che ognuno di noi ha di prendere in mano le proprie decisioni. Nessun rituale può cambiare un destino, semplicemente perché il destino non è scritto da nessuna parte, si costruisce giorno dopo giorno con le scelte che facciamo e con l'impegno che ci mettiamo.
La meccanica dell'inganno resta sempre la stessa, individuare una fragilità, farla crescere fino a diventare paura, e poi vendere una scorciatoia magica per calmarla. Ma le scorciatoie magiche non esistono. Quello che davvero può cambiare le cose è affrontare i problemi con testa lucida, pazienza e un lavoro costante su noi stessi. Non serve la magia per rendere straordinaria una vita, basta smettere di cercarla fuori e cominciare a costruirla dentro.

