La colpa che non ho scelto.

por fcerutti | Ago 19, 2026 | In Italiano, Vida cotidiana, ¿Religión?

Non nasciamo creduloni, ci alleniamo a esserlo.

Da bambino mi hanno insegnato che esistevano forze invisibili capaci di premiare o punire, che i miracoli erano normali e che mettere in dubbio certe storie era quasi uno sgarbo. Nessuno me lo ha detto con quelle parole esatte, ma il messaggio era chiaro: credi, non chiedere.

Ci ho pensato spesso, cercando di capire perché così tante persone finiscono intrappolate in sette o movimenti estremisti da adulte. La risposta che mi convince di più non riguarda l'età adulta, riguarda l'infanzia. Chi cresce abituato ad accettare l'invisibile come reale, chi impara presto che certe autorità non si discutono, sviluppa una specie di apertura permanente verso il dogma. E quando quella fede iniziale vacilla o crolla, il vuoto che lascia non si riempie automaticamente di pensiero critico. Spesso si riempie con qualcosa di molto simile: un'altra promessa, un'altra figura carismatica, un'altra verità indiscutibile.

Le sette non inventano granché di nuovo. Ripropongono lo schema che molti di noi hanno conosciuto fin da piccoli: paura, obbedienza, ricompensa per chi crede, sospetto verso chi fa domande. Funziona proprio perché il terreno era già stato preparato decenni prima.

Per questo penso che la vera prevenzione non sia denunciare le sette dopo che hanno già fatto danni, ma insegnare ai bambini a fare domande fin da subito. Non servono miracoli per dare senso alla vita. Serve imparare a guardare i fatti, verificarli, e accettare che a volte la risposta più onesta è "non lo so ancora".