### Maxi retata di «maranza»: 600 arresti in tutta Italia - Bar Sport di Briga Novarese - martedì, 3 di novembre di 2026.
Al Bar Sport di Briga Novarese il riscaldamento non serve: ci sono Tonino «il Termosifone» e Otello «Calorifero», e basta una discussione sul governo perché il locale arrivi a ventisei gradi. Quella mattina Tonino entrò con la maglia azzurra della Nazionale, gli occhiali tondi appannati dal freddo di novembre e il giornale piegato in quattro come un biglietto del tram.
—Signori, seicentoquarantaquattro arresti. In due settimane.
—Seicentoquarantaquattro caffè — disse Otello, senza smettere di lucidare la macchina — io non ne vendo tanti nemmeno nei giorni di Mondiale.
—Ma chi sono gli arrestati? — chiese la Mirella, sistemandosi il collanone con l’aria di chi sta per iniziare una requisitoria.
—Giovani. La polizia ha fatto un’operazione in tutta Italia con le squadre mobili di centosei questure. Hanno controllato duecentotrentaseimila ragazzi, e di questi ne hanno arrestati seicentoquarantaquattro, sessantanove dei quali minorenni. Poi altri milleseicentonovantacinque denunciati.
Il ragionier Gualtieri abbassò il giornale e si tolse gli occhiali con lentezza notarile. Dalla giacca di velluto a coste estrasse una penna e si mise a scrivere su un tovagliolino di carta.
—Seicentoquarantaquattro diviso duecentotrentaseimilacentotrentotto... — mormorò. — Zero virgola ventisette per cento. Meno di uno ogni trecento. Gli altri duecentotrentacinquemila e rotti stavano soltanto in piazza.
—E hanno anche sequestrato sessantanove chili di cocaina — aggiunse Tonino, alzando il dito — ventotto armi da fuoco, duecentodieci armi bianche e un po’ di roba varia: cacciaviti, mazze da baseball, tirapugni.
—Cacciaviti! — esplose il Peppone, battendo il pugno sul bancone così forte che tremarono i bicchieri. — Io in officina ne ho quarantaquattro. Allora sono un’associazione a delinquere?
—Tu hai anche la mazza — osservò Otello.
—Quella è per le gomme!
Il Poeta, dietro la cassa, con la coda di cavallo raccolta e il grembiule nero, alzò gli occhi dal registratore di cassa:
—Chi del cacciavite fa un’arma impropria, forse ha la fantasia troppo propria.
—Poeta, per favore, a quest’ora no — sospirò Otello.
—Ma scusate — intervenne Gualtieri, con le mani giunte — cos’è esattamente un «maranza»? Io ho letto il termine su tutti i giornali, ma non ne trovo una definizione nel mio vocabolario.
—Mio nipote dice che è uno con la tuta lucida, il giubbotto gonfio e la catenina — spiegò il Peppone.
—Allora sono maranza anch’io — dichiarò la Mirella — ho la tuta con gli strass e una catenina più grossa della tua.
—Mirella, tu sei un’istituzione — disse Tonino.
—E poi c’è la parte dei social — continuò lui, rimettendosi gli occhiali. — Hanno monitorato millecentoquindici profili.
—Controllano i social? — La Mirella si illuminò. — Allora sanno già che ieri ho postato trentadue storie della mia permanente. Se serve una testimone per il caso della permanente, io mi presento.
—Il punto, signori, è un altro — riprese Gualtieri, battendo la penna sul tovagliolo. — La sicurezza è una cosa seria, e chi ha preso un coltello in mano a sedici anni va fermato. Ma duecentotrentaseimila ragazzi controllati sono duecentotrentaseimila ragazzi che hanno dovuto mostrare i documenti perché avevano il cappuccio in testa. Quando passano le telecamere, i numeri sono bellissimi. Quando ci si ferma a ragionare, sono un po’ meno bellissimi.
—Ragioniere, lei fa sempre il guastafeste — brontolò il Peppone.
—Io faccio i conti, che è un mestiere diverso.
Fu in quel momento che la porta del bar si aprì con il tintinnio di sempre. Entrò un ragazzo sui diciassette anni, tuta lucida, giubbotto gonfio, cuffie al collo, e si fermò sulla soglia. Cinque paia di occhi si voltarono insieme. Il Peppone si mise istintivamente tra il cacciavite che aveva in tasca e il resto del mondo.
—Scusate — disse il ragazzo, un po’ intimidito — avete il wi-fi? Mi si è scaricato il piano dati.
Nessuno parlò. Poi Gualtieri, con un colpetto di tosse, chiese gravemente:
—Documenti?
Il ragazzo tirò fuori la tessera della scuola e la porse. Il ragioniere la esaminò per un lungo istante, come se fosse un titolo di Stato.
—Regolare — decretò.
—Password: «brioche2026» — disse Otello, appoggiando sul bancone una brioche calda. — Questa è offerta dalla casa. Seicentoquarantaquattro arresti, e il primo cliente in tuta della giornata ci chiede solo la connessione.
—Chi sta al bar ha già il suo guaio — recitò il Poeta, soddisfatto — non lo aggiunga con più di un caffè al giorno.
Tutti lo guardarono, in silenzio, con la stessa espressione che hanno i mariti quando la moglie tira fuori l’argomento delle suocere. Il ragazzo mangiò la brioche, ringraziò e se ne andò, e il Bar Sport tornò a scaldarsi di ragionamenti. Fuori, a Briga Novarese, cominciava a nevicare di nuovo.

