Por Franco Cerutti
### Al Bar Sport di Briga Novarese: Capodanno senz’armi, ma con le forbici di mamma.
Il Bar Sport, Briga Novarese, 31 dicembre 2025. Fuori nevica piano, dentro c’è odore di vin brulè bruciato e di petardi già vietati da tre ordinanze. Otello, detto Calorifero, strofina il bancone con uno straccio che ha visto più Capodanni di lui. El Poeta sistema le bottiglie come se fossero versi.
El Poeta alza la voce sopra il rumore del frigo:
—Sentito? Da domani niente botti, niente fuochi, niente bengala! Ordinanza comunale: «Per tutelare persone, animali e patrimonio culturale». Patrimonio culturale! A Briga Novarese l’unico patrimonio culturale è la foto sbiadita del torneo di briscola del ’93!
Tonino «il Termosifone» si sporge dal tavolino, con il cappello da alpino ancora in testa:
—Patrimonio culturale… cioè la chiesetta e il monumento ai caduti? Quelli li salvi dai botti, ma dal trattore del Beppe che fa retromarcia ubriaco no? Mah. Comunque io ho già comprato i razzi. Li sparo dal balcone di mia suocera, tanto lei è sorda.
Il ragionier Gualtieri, occhiali sul naso e calcolatrice in tasca, scuote la testa:
—Multa da 500 euro se ti beccano. Cinquecento! Con quelli ci paghi due mesi di luce. Io dico: vietiamo i botti ma lasciamo liberi i mortaretti da taschino. È un compromesso da ragioneria.
La Mirella, appoggiata al bancone con il bicchiere di prosecco in mano, alza un sopracciglio:
—Mortaretti da taschino? Ragionier, quelli li tira mio nipote di sette anni e già mi fa venire i capelli bianchi. Io sto con gli animali. Povero Micio, l’anno scorso si è nascosto sotto il letto per tre giorni. Pensava fosse la terza guerra mondiale.
Peppone, il meccanico con la barba piena di segatura, sghignazza mentre si pulisce le mani con uno straccio sporco d’olio:
—Guerra mondiale? Ma se a Briga il botto più forte è quando apro il gas della mia Panda! Comunque io ho trovato la soluzione: sparo i fuochi con la chiave inglese. Silenziosi e precisi. Tipo chirurgia estetica per il cielo.
Calorifero versa un altro giro e borbotta:
—Tu spari con la chiave inglese e finiamo tutti sul giornale: «Meccanico ubriaco lancia attrezzi contro la Madonnina del crocicchio». Bel patrimonio culturale.
El Poeta batte le mani per attirare l’attenzione:
—Sentite questa: «Botti vietati, ma i botti della vita no». Che ne dite? È una rima da Capodanno. Potrei scriverla sul cartello fuori.
Tonino alza il bicchiere:
—Rima sì, ma pratica no. Io dico: facciamo come l’anno scorso. Accendiamo un unico grosso botto alle 23:59 e diciamo che è stato il temporale. Tanto il vigile è di Novara, arriva domani.
La Mirella ride:
—Temporale a dicembre con la neve? Tonino, sembri mio marito quando giustifica le multe.
Il ragionier Gualtieri tira fuori il telefono:
—Guardate qua: a Roma, Milano, Napoli, Capri… tutti vietano i botti. Persino Capri! L’isola dei ricchi che si lamentano del rumore. Ma se a Capri spari un botto ti sentono pure a Sorrento.
Peppone annuisce serio:
—Appunto. A Briga Novarese il rumore lo facciamo gratis. È il nostro contributo al PIL.
Calorifero sospira e alza il bicchiere:
—Allora brindiamo: al 2026 senza botti, senza multe… ma con le orecchie ancora tappate dai ricordi dei botti di quest’anno. E che la Madonnina del crocicchio ci perdoni.
Tutti insieme, un po’ storti:
—Cin cin! E che il 2026 sia meno rumoroso… ma non troppo!
*(Fuori un petardo lontano fa “pum”. Qualcuno ride. El Poeta già pensa alla rima successiva.)*

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