Por Franco Cerutti
### Le bellezze d’Italia riprodotte con i mattoncini Lego – Bar Sport di Briga Novarese – giovedì, 29 gennaio 2026
Nel fumo denso del Bar Sport, al centro di Briga Novarese, dove il caffè sa di vittoria e il cappuccino di rimpianto, Tonino «il Termosifone» irrompe come un bollettino di guerra, agitando il giornale come una bandiera bianca. Siede al bancone, dove Otello, che tutti chiamano «Calorifero» per via di quel suo modo di scaldare gli animi con spritz bollenti, lucida un bicchiere che non ha mai visto sporcizia.
«Ragazzi, sentite questa: le bellezze d’Italia riprodotte con i mattoncini Lego! Il Colosseo, la Torre di Pisa, persino Venezia, tutto fatto di pezzettini colorati che si incastrano come i debiti del ragionier Gualtieri!» esclama Tonino, e il suo naso rosso brilla come un semaforo impazzito.
El Poeta, dietro il bancone, versa un bianchino e butta lì una rima: «Lego o non Lego, l’Italia è un gioco, dove il Duomo è un mattoncino e il debito un rompicapo!»
Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali appannati dal vapore della macchina del caffè, alza un dito come se stesse contando le tasse. «Ma vi immaginate? Io che costruisco il mio ufficio con i Lego. Almeno se crolla, non devo chiamare l’assicurazione, basta un bambino di cinque anni per rimetterlo su!»
La Mirella, seduta al tavolino con un giornale di gossip che sembra un catalogo di sogni rotti, ridacchia e aggiunge: «E la Fontana di Trevi? La fai con i Lego blu per l’acqua? Poi ci butti dentro monetine vere, e i turisti pagano due euro per un tuffo di plastica!»
Entra il Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di passeri, mani nere di grasso come se avesse riparato un trattore fatto di Lego. «Io lo so, questi danesi dei Lego ci invadono! Prima i mattoncini, poi ci costruiscono un’Italia perfetta, senza buche nelle strade. Ma dove andiamo a finire? Io preferisco il mio garage vero, con viti che non si incastrano per sbaglio nei piedi!»
Un tipo con la cravatta storta, che nessuno sa chi sia ma beve sempre amaro, interviene dal fondo: «E se facessero Lego della politica? Meloni un mattoncino rosa, Salvini verde Lega, e li incastri tutti in un Parlamento che non crolla mai. Ma poi chi li smonta quando litigano?»
Tonino ride così forte che il suo termosifone interiore sembra partire: «Calorifero, versami un altro, che con ‘sti Lego mi sento un bambino. Ma attenzione, se costruisci Roma con i mattoncini, poi viene il lupo e te la soffia via come una casa di paglia!»
El Poeta annuisce, rimando: «Lego, ego, sego il ramo: l’Italia in pezzi, ma che gran panorama!»
La Mirella scuote la testa: «Voi maschi e i vostri giocattoli. Io voglio un Lego della mia vita: incastro il lavoro, l’amore, e se non va, lo butto e ricomincio. Altro che bellezze d’Italia, qui è bellezza di Briga!»
Il Peppone brontola: «Basta, che mi è venuta voglia di costruire un motore Lego. Ma poi chi lo accende? Con una batteria di plastica?»
E così, tra un bicchiere e una risata, il Bar Sport trasforma le notizie in mattoncini di follia, dove l’Italia è un puzzle che nessuno finisce mai, ma tutti provano a incastrare.

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