Por Franco Cerutti
### Apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 al Bar Sport di Briga Novarese – venerdì, 6 febbraio 2026
Nel Bar Sport di Briga Novarese, il fumo delle sigarette si mescola all’odore di caffè bruciato, e il calendario appeso dietro il bancone segna ancora il 2025 perché nessuno ha voglia di girare la pagina. Otello, che tutti chiamano Calorifero per via di quel suo modo di scaldare l’ambiente con bestemmie sottovoce, lucida un bicchiere che non ha mai visto acqua. Entra Tonino il Termosifone, agitando un giornale come se fosse una bandiera olimpica, e si piazza al centro del locale.
«Ragazzi, oggi si aprono le Olimpiadi Invernali! Milano-Cortina 2026, roba da matti! Il Presidente Mattarella ha visitato il villaggio, e le azzurre dell’hockey hanno già battuto le francesi. Immaginate, neve finta a Milano, che è come mettere il ghiaccio nel cappuccino!»
El Poeta, dietro il banco, butta lì una rima mentre versa un bianchino: «Olimpiadi invernali, che follie siderali, con sciatori che volano come astrali!»
Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali appannati dal vapore del suo caffè, alza un dito come se stesse contando i debiti della nazione. «Ma quali Olimpiadi? Qui a Briga Novarese non nevica da quando il Peppone ha riparato la sua barba con la colla. E poi, Cortina? È dove vanno i ricchi a fingere di sciare, mentre noi slittiamo sul ghiaccio del marciapiede per andare al lavoro.»
La Mirella, seduta al tavolino con un giornale rosa shocking, ridacchia e butta lì: «Io dico che le Olimpiadi sono come il mio ex marito: tanto rumore per niente, e alla fine ti lasciano con i piedi gelati. Ma le azzurre dell’hockey? Brave, eh, ma se giocassero qui, il disco finirebbe nel Naviglio e addio medaglia!»
Peppone, con la barba che sembra un nido di scoiattoli invernali, entra asciugandosi le mani unte d’olio. «Parlate di invernali? Io ho riparato un termosifone stamattina che scaldava più di tutta Cortina. Immaginate se facessero le gare qui: slalom tra le buche della statale, e il bob lo spingiamo con il mio trattore. Altro che Mattarella, qui il presidente è El Poeta, che regna con rime e spritz!»
Calorifero, senza smettere di lucidare, borbotta: «Olimpiadi, bah. L’unica fiamma olimpica che vedo è quella del mio fornello quando brucio il toast. E le gare? Hockey femminile: le nostre azzurre vincono contro la Francia, ma se venissero qui, le farei giocare a calcetto sul ghiaccio del freezer, con i wurstel come puck.»
Un tipo con il cappello da sciatore, che nessuno ha mai visto prima ma sembra di casa, interviene dal fondo: «Io propongo: Olimpiadi di Briga! Curling con le scope della Mirella, salto con l’asta usando i bastoni da passeggio del ragioniere, e biathlon sparando alle mosche con la cerbottana di Peppone. Medaglia d’oro a chi sopravvive al caffè di Calorifero!»
Tonino ride e batte il pugno sul bancone. «Esatto! Milano-Cortina è solo una scusa per vendere cappelli di lana ai turisti. Qui al Bar Sport, l’unica cerimonia di apertura è quando El Poeta apre la cassa e trova solo monetine. Ma sentite: il villaggio olimpico? L’hanno visitato, dicono sia un paradiso. Paradiso? Qui il nostro villaggio è Briga, con le mucche che slittano meglio degli sciatori!»
El Poeta annuisce e rima di nuovo: «Villaggio olimpico, che panico comico, con atleti che mangiano panico e diventano atomici!»
La Mirella alza gli occhi al cielo: «Panico? Io panico solo quando vedo il conto. Ma immaginate Mattarella che scia: cade e diventa una palla di neve presidenziale, rotola fino a Roma e risolve il traffico!»
Peppone ghigna sotto la barba: «Io lo riparo, il Presidente, se si rompe uno sci. Con un po’ di grasso e una saldatura, lo rimetto in pista. Olimpiadi invernali? Meglio le nostre: gara di resistenza al freddo senza riscaldamento, vince chi non si lamenta per primo.»
Il ragionier Gualtieri conclude, contando le olive nel suo piatto: «Alla fine, è tutta una gara a chi spende di più. Noi qui vinciamo l’oro nel risparmio: Olimpiadi del bar, medaglia per chi beve di più senza cadere dallo sgabello.»
E il Bar Sport continua a borbottare, mentre fuori la neve non cade, ma l’umorismo sì, a fiocchi nonsense.

Deja tu comentario