Il Maestro e l’Ingenuo.
Le tre frasi che ti costano il lavoro.
– Maestro, oggi vorrei chiederti qualcosa di pratico: quali frasi bisognerebbe evitare in un colloquio di lavoro?
– Mio caro ingenuo, è una domanda più sottile di quanto sembri. Ci sono frasi che paiono innocue, quasi cortesi, eppure bastano da sole a farti scartare, senza che nessuno te lo dica apertamente.
– Frasi innocue che ti condannano? Mi incuriosisce, Maestro. Mi faccia un esempio.
– La prima è questa: "non ho nessuna domanda". Suona educata, persino rispettosa. Ma il messaggio che trasmette è ben diverso.
– E quale sarebbe, Maestro? A me pareva un modo per non far perdere tempo a chi mi intervista.
– È proprio lì l'errore, ingenuo. Se non mostri curiosità per l'azienda o per il ruolo, lasci intendere che, in fondo, ti è indifferente essere lì. E chi seleziona lo percepisce subito.
– Allora cosa si dovrebbe fare, al posto di tacere?
– Bisogna sempre domandare qualcosa. Per esempio: quali sono le sfide principali che dovrò affrontare? Oppure: cosa ci si aspetta da me nei primi mesi? Domande simili mostrano che stai già pensando al lavoro come se fosse tuo.
– Capisco, Maestro. Qual è la seconda frase da evitare?
– "Il mio capo era un disastro."
– Ma Maestro, e se fosse vero? Se davvero quel capo fosse stato un disastro?
– Anche se fosse vero, caro ingenuo, non va mai detto in quei termini. Perché il messaggio che arriva non è "ho avuto un capo difficile", ma piuttosto "faccio fatica a lavorare con gli altri", oppure "sono una persona conflittuale". E nessuno desidera questo nella propria squadra.
– E allora come si dovrebbe rispondere, se qualcuno chiede di un'esperienza difficile con un superiore?
– Meglio dire qualcosa come: "ho imparato molto lavorando con stili di leadership diversi". Questo suona maturo, professionale, e privo di rancore.
– Comincio a capire, Maestro: non si tratta di mentire, ma di scegliere le parole con cura.
– Esattamente. E questo mi porta alla terza frase: "ciò che più mi interessa è lo stipendio".
– Ma Maestro, non lavoriamo tutti anche per il denaro? Mi pare una cosa ovvia, persino onesta da dire.
– Certo, ingenuo, lavoriamo tutti anche per denaro, questo è chiaro a chiunque. Ma se lo presenti come la tua priorità assoluta, sembra che tutto il resto ti sia indifferente.
– E qual è allora il modo giusto di dirlo?
– Puoi dire: "lo stipendio è importante, ma cerco anche un ambiente in cui poter contribuire e continuare a crescere". Questo trasmette un'ambizione sana, non una corsa affannosa dietro al denaro.
– Maestro, allora in un colloquio non si viene giudicati solo per quello che si dice?
– No, caro ingenuo. Si viene valutati per quello che si dice, ma anche, e soprattutto, per come lo si dice. E per l'atteggiamento che si nasconde dietro ogni parola.
– Quindi non bisogna mai sottovalutare una singola frase.
– Proprio così. Non sabotarti mai da solo: ogni parola conta. Parla con rispetto, con un proposito chiaro e con entusiasmo. Questo, sì, lascia il segno.
– Grazie, Maestro.

