Il Maestro e l’Ingenuo.
I quattro cavalieri della stupidocrazia.
– Maestro, ho sentito parlare dei quattro cavalieri della stupidocrazia. Chi sono?
– Mio caro ingenuo, te li presento subito. Il primo è lo sciocco.
– Lo sciocco? Che cosa lo caratterizza?
– Entra sempre con buone intenzioni, ma finisce per creare più problemi di quanti ne risolva. È un pompiere piromane per definizione.
– Un pompiere piromane? Vuole dire che con le sue stesse buone intenzioni provoca l'incendio che poi dovrebbe spegnere?
– Esattamente, ingenuo. E poi viene il secondo, il testardo.
– E lui che cosa fa?
– Lui sa di non sapere, e non gliene importa affatto. Ha una mente impermeabile: tutto gli scivola addosso senza lasciare traccia.
– Ma se non gli importa di non sapere, come può fare danno agli altri?
– Perché trascina gli altri nel disastro con passo fermo, orgoglioso persino della propria rotta sbagliata.
– Maestro, e il terzo cavaliere?
– Il terzo è il mediocre. Silenzioso, discreto, grigio.
– Un cavaliere silenzioso? Non sembra pericoloso quanto gli altri due.
– Non si distingue, non si sforza, non dà fastidio a nessuno. Ma proprio per questo contagia di mediocrità tutti quelli che gli stanno intorno. E quando sale di grado, trasforma la norma nel minimo accettabile.
– Capisco... e allora resta solo il quarto.
– Il quarto lo conosci già: lo stupido. Fa danno senza guadagnare nulla, perdendo persino lui stesso nel processo.
– Con lui, immagino, non si possa nemmeno ragionare.
– Impossibile ragionare con lui, ingenuo. Il caos è il suo marchio.
– Maestro, ma che succede quando questi quattro cavalieri si incontrano insieme?
– Quando i quattro coincidono, non è che il disastro diventi possibile: è già sigillato, firmato e pronto.
– Allora, Maestro, che cosa possiamo fare per non caderne vittime?
– Riconoscili, prendine le distanze e, soprattutto, sopravvivi alla stupidocrazia.
– Grazie, Maestro.

