Por Franco Cerutti
### Bilancio botti di Capodanno: 770 interventi dei Vigili del Fuoco, 57 feriti a Napoli, un morto a Roma nel Bar Sport di Briga Novarese
Nel Bar Sport di Briga Novarese il termosifone ronza come un trattore in pensione, e il fumo delle sigarette si mescola all’odore di spuma e di pandoro avanzato. Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale, entra sbattendo la porta con un giornale aperto a tutta pagina.
—Mae, sentite qua! Capodanno 2026: 770 interventi dei pompieri, 112 in meno dell’anno scorso, ma a Napoli 57 feriti, undici minorenni, e a Roma un poveraccio morto dissanguato perché il petardo gli ha staccato la mano!
El Poeta, dietro il bancone, versa un bicchiere di rosso e butta lì una rima improvvisata.
—Botti che esplodono, dita che volano via, / il Capodanno italiano è una guerra di fuochi d’artificio, / ma il più pericoloso è sempre quello che accendi tu!
Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali sul naso, scuote la testa mentre sfoglia il giornale.
—Cinquantasette a Napoli! L’anno scorso trentasei, dicono. E quel romano a Napoli perde tre dita, va in ospedale, lo dimettono, torna fuori, accende un altro petardo e si fa male pure all’occhio e al muso. Ma è un concorso di imbecillità o un record olimpico?
La Mirella, appoggiata al bancone con il suo cappotto di pelliccia finta, ride forte.
—Ah, ma immaginatevi: «Dottore, mi sono ferito con un petardo». «Va bene, la dimettiamo». «Grazie, vado a festeggiare il resto della notte». E bum! Secondo round. Quello lì dovrebbe avere la patente per i botti revocata a vita!
Peppone, il meccanico con la barba piena di briciole, alza il bicchiere.
—Io dico che i petardi sono come le macchine vecchie: se non li controlli, ti saltano in mano. A Vieste un ragazzo di diciassette anni perde una mano intera. A Roma il tizio di sessantatré anni muore dissanguato. E noi qui a Briga Novarese stiamo tranquilli perché i nostri botti li facciamo con i petardi di carta igienica e lo scotch.
Otello, detto Calorifero, pulisce un bicchiere e sospira.
—Settecentosettanta interventi! I Vigili del Fuoco hanno lavorato più dei Babbi Natale. E noi? Abbiamo acceso solo due mortaretti in cortile, uno è finito nel camino e ha fatto finta di essere un camino pirotecnico. Niente dita perse, solo un po’ di fuliggine extra.
Tonino «il Termosifone» continua a leggere ad alta voce.
—E sentite questa: a Torino tre feriti non gravi, tra cui una sedicenne. A Genova un diciannovenne perde tre dita. È una gara nazionale a chi perde più pezzi!
El Poeta ride e improvvisa di nuovo.
—Petardi che cantano, dita che danzano via, / il 2026 inizia con un applauso di moncherini, / evviva l’Italia dei fuochi, che non si spegne mai… di dita!
Il ragionier Gualtieri alza gli occhi al cielo.
—Ma secondo voi, l’anno prossimo vietano i botti o ci mettono l’assicurazione obbligatoria? «Polizza Dita Perdute, franchigia due dita».
La Mirella batte le mani.
—Io propongo la nuova tradizione: Capodanno senza petardi. Si brinda con lo spumante, si mangia lenticchie e si guarda la tv. Meno feriti, meno lavoro per i pompieri, e le dita restano tutte al loro posto. Geniale, no?
Peppone annuisce serio.
—Sì, ma poi chi fa il botto? Il ragionier Gualtieri quando vede il conto del bar?
Otello, Calorifero, versa un’altra ronda e conclude.
—Brindiamo al 2026: che i petardi esplodano solo in cielo, e le dita restino attaccate alle mani. Altrimenti l’anno prossimo il bilancio lo facciamo noi… con le stampelle!
Il bar esplode in una risata, ma senza petardi. Solo bicchieri che si toccano, e il termosifone che continua a ronzare, indifferente a tutto.

Deja tu comentario