Por Franco Cerutti
### Trump annuncia la cattura di Maduro in Venezuela: Italia segue con attenzione la sorte dei connazionali — Bar Sport, Briga Novarese — sabato 3 gennaio 2026
Nel Bar Sport il termosifone ronza come un trattore che ha letto troppi libri di fantascienza. C’è odore di cappuccino vecchio e di geopolitica da bar.
—Allora, Tonino, Trump ha preso Maduro come un pacco Amazon Prime. In due giorni. Tu ci credi?
—Ci credo quando vedo il video. Per ora ho visto solo Trump che sorride come uno che ha appena vinto al gratta e vinci da cento milioni. E poi dice: «Missione compiuta». Ma in Venezuela o a Mar-a-Lago?
El Poeta pulisce il bancone con uno straccio che sembra aver partecipato alla guerra dei Trent’anni.
—Se è vero, tra poco mandano i nostri connazionali a casa con la valigia diplomatica. Centosessantamila italiani laggiù. Pensa se li rimandano tutti a Briga Novarese. Dove li mettiamo? Nel campo da bocce?
Il ragionier Gualtieri alza gli occhiali come se stesse per fare la dichiarazione dei redditi della patria.
—Io dico che è una bufala. Trump ha detto «cattura», ma magari intendeva «cattura l’attenzione». Sai com’è lui, parla come un venditore di tappeti volanti. E noi italiani? Stiamo lì a guardare col binocolo rovesciato.
La Mirella entra con la borsa della spesa e l’aria di chi ha già capito tutto.
—Ragazzi, se Trump ha preso davvero Maduro, allora la moglie di Maduro è già su Instagram con le stories: «Giornata pesante, ma il filtro no filter è sempre il migliore». Intanto i nostri connazionali mandano audio su WhatsApp: «Se ci rimandate indietro, portateci almeno il caffè».
Peppone, con la barba piena di olio motore, batte il pugno sul tavolo.
—Io dico che è tutta una messinscena. Trump voleva fare il film d’azione per Capodanno. Titolo: «Maduro – Il Ritorno Impossibile». E noi italiani? Noi paghiamo il biglietto e pure il popcorn. Classico.
Otello, detto Calorifero, versa un altro giro di bianco fermo senza alzare lo sguardo.
—Secondo me Maduro si è nascosto nel freezer di Trump. L’ha messo lì vicino ai surgelati. Quando lo tira fuori è ancora buono, ma ha perso il sapore socialista.
Tonino apre il taccuino da cronista, quello con le pagine gialle di caffè.
—Comunque la Farnesina è in allerta. Dice: «Stiamo seguendo con attenzione». Traduzione: «Abbiamo aperto la finestra, se sentiamo urla dal Venezuela vi facciamo sapere».
El Poeta si ferma, guarda il soffitto come se ci fosse scritto un sonetto.
—Attenzione… attenzione…
Se Trump ha preso Maduro con la mano,
allora noi italiani con la mano nella tasca
pagheremo il riscatto del caffè al mattino.
La Mirella scuote la testa.
—Siete tremendi. Se rimandano centosessantamila italiani a casa, Briga Novarese diventa Caracas Nord. E addio parcheggio davanti al bar.
Peppone ride con la bocca piena di grissino.
—Meglio Caracas Nord che Trump che twitta ogni cinque minuti. Almeno i venezuelani sanno fare l’arepa. Trump sa fare solo i like.
Calorifero sospira, pulisce un bicchiere che non è sporco.
—Alla fine la verità è una: Trump ha catturato Maduro, Maduro ha catturato l’attenzione, e noi abbiamo catturato il mal di testa. Classico sabato di gennaio.
Tonino chiude il taccuino con un colpo secco.
—Signori, la notizia è chiara: se Trump ha preso Maduro, noi abbiamo preso un altro caffè. E speriamo che duri di più della presidenza.
Il termosifone dà un colpo di tosse calda, come se volesse dire: «Anch’io sono d’accordo». Fuori nevica piano, dentro il mondo continua a girare storto, come sempre al Bar Sport.

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