Por Franco Cerutti

### Tempesta solare colpisce la Terra: possibili effetti oggi – Bar Sport di Briga Novarese – Giovedì, 5 febbraio 2026

Nel Bar Sport di Briga Novarese, il fumo delle sigarette si mescola all’odore di caffè bruciato, e il calendario appeso dietro il bancone segna ancora il 2025 perché nessuno si è ricordato di girare la pagina. Otello, che tutti chiamano Calorifero per via di quella sua mania di scaldare i bicchieri con l’alito, versa un bianchino a Tonino il Termosifone, che sventola un giornale come se fosse una bandiera in mezzo a una burrasca.

Tonino appoggia il gomito sul bancone, facendo tintinnare le chiavi. «Avete sentito? Oggi una tempesta solare ci colpisce di striscio! Disturbi alle comunicazioni, reti elettriche che ballano il twist. Il sole ci sputa addosso particelle come un ubriaco che non regge il vino!»

El Poeta, dietro il banco con il suo grembiule unto, annuisce e butta lì una rima: «Il sole arrabbiato, ci manda un saluto, e noi qui al bar, col telefono muto.»

Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali appannati dal vapore della tazzina, alza un dito come se stesse contando le tasse. «Ma che tempesta e tempesta! È tutta una scusa per far saltare la corrente e non pagare le bollette. Io l’ho calcolato: se il sole ci frigge i cavi, risparmio almeno venti euro al mese. E poi, chi ha bisogno di comunicazioni? Qui al bar si parla faccia a faccia, mica con quei aggeggi che ti fanno diventare scemo.»

La Mirella, seduta al tavolino con un cappuccino che sembra una montagna di schiuma, ride e agita il cucchiaino. «Io spero che frigga il mio telefono! Così mio marito non mi rompe più con ‘dove sei, cosa fai’. Immaginate: il sole come un gigante che tira sberle magnetiche. Bum! E addio WhatsApp, addio tutto. Finalmente pace, come ai vecchi tempi quando si mandavano i piccioni.»

Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di passeri, entra scrollandosi la pioggia immaginaria dalle spalle, anche se fuori splende. «Tempesta solare? Ma fatemi il piacere! È come quando il motore si ingolfa per un fulmine. Io ieri ho riparato un trattore che pareva fulminato dal cielo, e oggi? Il sole ci prova gusto. Metti che salta la corrente, io accendo il generatore e divento il re del bar. Calorifero, prepara la birra, che se il mondo finisce in blackout, brindiamo al buio!»

Un tizio con il cappello a falde larghe, che nessuno ricorda il nome ma che viene sempre il giovedì, interviene dal fondo del locale. «Io dico che è un complotto dei satelliti. Il sole li fa impazzire, e noi quaggiù a vedere le stelle danzare. L’ultima volta che c’è stata una roba così, il mio orologio ha segnato l’ora di Marte. E se ci frigge il cervello? Diventiamo tutti poeti come te, El Poeta?»

El Poeta sorride e rimesta lo zucchero in un caffè inesistente. «Cervello fritto, pensieri al galoppo, e il bar si trasforma in un circo col sole per pagliaccio.»

Tonino alza il bicchiere, e tutti ridono mentre fuori il sole splende innocente, come se non sapesse di essere il cattivo della giornata. «Alla salute! Che la tempesta ci porti via le bollette e ci lasci le birre fredde!»

La Mirella annuisce. «E se salta tutto, giochiamo a carte al lume di candela. Altro che apocalisse, qui è festa!»

Peppone batte il pugno sul tavolo. «Esatto! Il sole ci prova, ma noi siamo di Briga Novarese, mica di carta velina!»

E così, tra una rima e un bianchino, il Bar Sport affronta la fine del mondo con un’alzata di spalle e un giro di risate, mentre il sole, lassù, continua a borbottare particelle invisibili.