Por Franco Cerutti
### Usa-Iran, veti e minacce su nucleare e missili. Dazi americani al 25% per chi compra il greggio iraniano al Bar Sport di Briga Novarese – sabato, 7 febbraio 2026
Il fumo del caffè sale pigro dal bancone del Bar Sport, al centro di Briga Novarese, dove il mondo si spiega a colpi di cappuccini e grappe. Tonino «il Termosifone» irrompe dalla porta, giornale sotto il braccio, e sbatte il foglio sul tavolo come se fosse una sentenza divina.
«Ragazzi, l’America ha dichiarato guerra al petrolio iraniano! Dazi al 25% per chi lo compra, veti su nucleare e missili. Roba da far saltare i termosifoni!» esclama, asciugandosi la fronte inesistente.
El Poeta, dietro il bancone, mescola un caffè e butta lì una rima: «Dazi e bazzi, missili e pistilli, l’Iran fa i conti e l’America i villi.»
Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali sul naso e il cruciverba in mano, alza lo sguardo. «Ma che villi? Poeta, sei fuori come un balcone. Io lo so, è tutta una questione di conti. Il 25% su quel greggio? È come se ti tassassero il bianchino al bar. Immaginate: bevi un bicchiere e paghi extra per il nucleare!»
La Mirella, seduta al tavolino con la sigaretta che fuma da sola, ride e interviene. «Nucleare? Ma per piacere, ragionier. Quelli là sparano missili come se fossero petardi di Capodanno. E noi qui a Briga, con il Peppone che non riesce nemmeno a far partire la sua Fiat senza imprecare.»
Proprio in quel momento, il Peppone entra, barba unta di olio motore, e si piazza al bancone. «Fiat? Parlate di missili? Io ve lo dico, se l’America mette dazi sul greggio, il mio trattore va a pedalate. E l’Iran? Quelli hanno petrolio da vendere, ma ora chi lo compra paga il 25% in più. È come se Otello qui ti facesse pagare extra per il caffè perché è troppo caldo!»
Otello, che tutti chiamano «Calorifero» per via del suo sudore perenne, versa una grappa e borbotta. «Caldo? Io sudo già abbastanza con ‘sti discorsi. Immaginate l’Iran che lancia un missile e l’America che risponde con una fattura: ‘Pagate il 25% o boom!’»
Entra il vecchio Gino, cliente abituale con il cappello storto, e si unisce al coro. «Boom? Ma quale boom? È tutta una buffonata. L’altro giorno ho visto in tv: veti su nucleare, minacce su missili. Sembra il nostro sindaco che minaccia di chiudere la strada per i buchi, ma poi non fa niente. E il greggio? Io lo uso per ungere la catena della bici, altro che dazi!»
Tonino riprende il giornale, agitando le mani. «Sentite qui: gli Usa dicono ‘niente petrolio iraniano o vi tassiamo’. È come se il Poeta mettesse un veto sul mio posto al bancone perché parlo troppo. E i missili? Quelli iraniani volano come le mie storie, ma con più fuoco!»
El Poeta ride e rima di nuovo: «Fuoco e gioco, dazi e razzi, al Bar Sport si ride dei pazzi.»
La Mirella annuisce, spegnendo la sigaretta. «Pazzi sì. Immaginate Trump che torna e dice: ‘Costruiamo un muro contro i missili iraniani!’ E Biden che risponde: ‘No, mettiamo dazi sul muro!’»
Il ragionier Gualtieri scuote la testa. «Voi ridete, ma i conti non tornano. Il 25% sul greggio? È matematica: un barile costa di più, la benzina sale, e il Peppone qui mi fa pagare doppio per riparare la macchina.»
Peppone grugnisce, pulendosi le mani. «Doppio? Triplo! Con ‘sti veti, l’Iran manderà missili pieni di petrolio gratis, per dispetto. E noi a Briga, con il nostro pozzo artesiano che fa acqua da tutte le parti.»
Otello versa un altro giro. «Acqua? Meglio del nucleare. Almeno non esplode.»
E il bar ride, mentre fuori Briga sonnecchia, ignara che il mondo si scalda come un termosifone difettoso.

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