Por Franco Cerutti

### Trump minaccia ritiro truppe Usa dall’Italia: reazioni al Bar Sport di Briga Novarese – Venerdì, 1 maggio 2026.

Al bancone del Bar Sport di Briga Novarese, dove il caffè sa di calzino bollito e le notizie arrivano più storte del biliardo, stamattina volano scintille peggio che al derby di Briga contro Novara.

«Ma porca di quella vacca transalpina, questo Trump adesso ci leva pure i soldati americani? E noi che gli abbiamo dato pure la base di Aviano per farci i barbecue con gli hamburger?» sbraita uno mentre sbatte il giornale sul tavolino unto.

El Poeta, asciugando un bicchiere con uno straccio che ha visto la guerra di Troia, butta lì: «Trump dice che l’Italia non ha aiutato sull’Iran, e allora via le truppe, che tanto noi siamo bravi solo a fare la carbonara e lamentarci del traffico sulla tangenziale.»

Tonino il Termosifone, rosso in faccia come il suo soprannome, si alza di scatto facendo cadere la sedia: «Aiutato? Ma se gli abbiamo mandato pure Crosetto che è uno che parla come un carrarmato in retromarcia! Non ci hanno aiutato? E quando gli abbiamo lasciato usare le nostre piste per far atterrare quei loro aerei che sembrano frisbee giganti?»

La Mirella, con il rossetto sbavato sul bordo del bicchiere di bianco, ridacchia: «Figurati se Trump sa dov’è l’Italia. Secondo me pensa che sia quel paese dove mangiano la pizza e perdono sempre ai Mondiali. Ritira le truppe? Ma ritirale pure, così almeno liberiamo posto per i parcheggi dei camper tedeschi.»

Peppone, con la barba piena di briciole di cornetto, batte il pugno sul bancone: «Io dico che è una manovra. Vuole farci pagare il riscaldamento delle caserme. Oppure ha visto il prezzo della benzina qui e ha detto: meglio che se ne vadano prima che gli rifiliamo il diesel tagliato con l’acqua santa.»

Otello, detto Calorifero perché scalda l’ambiente solo quando urla, urla: «Calma, gente! Se se ne vanno gli americani, chi ci ripara più i frigoriferi della Nato? E poi senza le loro basi qui a Briga Novarese chi ci porta più quelle sigarette di contrabbando che sanno di libertà?»

Il ragionier Gualtieri, che fino a quel momento contava le olive nel suo spritz come se fossero crediti IVA, alza un dito professorale: «Statisticamente parlando, se tolgono diecimila soldati vuol dire che avanzano diecimila posti letto per i rifugiati ucraini o per i milanesi che scappano dal caldo. O magari per i cinesi che vengono a comprare la nostra mortadella.»

Uno dal tavolo in fondo, con la voce da contrabbasso arrugginito, interviene: «Secondo me Trump è geloso perché Meloni non gli ha mandato il cotechino per la cena di stato. Oppure ha visto il video di Sanremo e ha detto: questo paese è troppo allegro per la guerra.»

El Poeta rima all’improvviso, mentre versa un altro giro di amaro: «Trump ritira i marines, noi restiamo coi Carabinieri, che tanto per difenderci bastano i carabinieri e un buon bicchiere di barbera, che fa più danni di un missile.»

Tonino il Termosifone conclude battendo la mano sul giornale: «Comunque se se ne vanno gli americani, almeno ci restano le loro mogli che hanno imparato a fare la pasta al forno meglio delle nostre suocere. Quella sì che è un’alleanza strategica!»

E al Bar Sport di Briga Novarese, tra risate e bestemmie dialettali, la terza guerra mondiale sembra lontana quanto la vittoria del Novara in Serie A. Ma il conto, quello, arriva sempre puntuale.