Por Franco Cerutti

La mia scelta di vivere libero.

Da sempre penso che, quando una persona ha paura, obbedisce con maggiore facilità. Le religioni, a mio parere, sono proprio questo: paura mescolata a ignoranza. Quel timore non nasce da solo; viene costruito con cura, aggiungendo l’idea di un aldilà di tormenti eterni, di castighi senza fine e di immagini terribili di sofferenza. E il meccanismo funziona alla perfezione.

Perché quando si ha paura non si fanno domande: si obbedisce e basta. Nella storia, le istituzioni religiose hanno usato queste rappresentazioni spaventose per tenere le persone sotto controllo. Eppure non tutti vivono la fede attraverso il terrore. Milioni di uomini e donne perbene trovano nella loro religione un conforto di fronte alla morte, un calore nella solitudine e un senso quando il mondo sembra crollare. Non sono ingenui: hanno studi universitari, crescono figli, lavorano e portano avanti famiglie. Eppure il peso delle tradizioni ereditate spesso conta più della ragione.

Per molti la religione è comunità, è uno scopo, è un modo per non impazzire pensando alla fine inevitabile. Ma dall’altra parte c’è l’ignoranza, non come insulto, bensì come strategia ben studiata. Credere senza prove viene presentato come una virtù suprema. Frase geniale, se ciò che si vuole è che nessuno faccia troppe domande. Il sistema funziona ancora oggi: la fede sempre al di sopra di ogni prova concreta.

Io metto tutto in discussione, anche se a tavola in famiglia mi guardano come se fossi un estraneo. Se non si può interrogare un’idea, allora non si sta credendo: si sta solo obbedendo. Io cerco prove, analizzo i misteri, gli dei invisibili, i miracoli. Li considero storie bellissime che, col tempo, si sono trasformate in un’attività opaca, oscura e stranamente esente da tasse.

Per chi detiene il potere esiste un solo dio vero, e si chiama oro. I fedeli mettono la loro fede; i capi mettono i soldi nei conti correnti. Per questo ho deciso di fondare dentro di me la mia chiesa della ragione, con i miei affetti più cari nella mia casa, che è il mio unico e autentico tempio.

Vivo senza catene, senza dogmi e senza dover lavorare per arricchire l’impresa di altri. Se un concetto non sopporta di essere messo in discussione, è perché vuole soltanto obbedienti. Io ho scelto di vivere con la gioia piena di chi è finalmente libero.