Por Franco Cerutti

Il pericolo di una fede usata come strumento di potere.

Sono profondamente convinto che una nazione possa perdere la propria libertà in modo del tutto silenzioso, senza che venga sparato neanche un colpo. È sufficiente un leader dotato di un carisma straordinario, capace di dominare i mezzi di comunicazione moderni e di invocare costantemente l’autorità divina per conquistare il consenso delle masse.

Quando una figura proveniente dal mondo religioso decide di candidarsi alle massime cariche istituzionali, le sue probabilità di vittoria diventano enormi. Sa toccare le emozioni più profonde delle persone, persuadendole con parole che sembrano ispirate, anche senza dover dimostrare alcunché di concreto.

E così, quasi senza che ce ne accorgiamo, la democrazia viene messa da parte. Il potere non appartiene più al popolo sovrano, ma a una presunta volontà superiore che solo questo leader interpreta e comunica.

Chi mai avrebbe il coraggio di contestare ciò che viene presentato come ordine sacro? Dubitare diventa sinonimo di mancanza di fede, quasi un peccato imperdonabile. È sempre la stessa dinamica antica: esseri umani che si arrogano il ruolo di intermediari esclusivi del divino. Purtroppo, questa minaccia è estremamente attuale.

In un simile scenario, le imposte ordinarie verrebbero sostituite da contributi presentati come doveri spirituali. Le strutture dello Stato si trasformerebbero in organizzazioni di culto e chi prima erano cittadini liberi diventerebbero semplici devoti obbedienti.

L’economia finirebbe sotto il controllo di chi si proclama rappresentante dell’Altissimo, con le risorse gestite in modo opaco sotto la giustificazione della fede. Le consultazioni elettorali perderebbero ogni senso, perché l’autorità verrebbe considerata eterna e proveniente direttamente dal cielo, favorendo una successione perpetua tra i fedelissimi.

I simboli pubblici verrebbero sostituiti dal volto del capo carismatico. Le istituzioni governative verrebbero ribattezzate con nomi dal sapore religioso e il movimento politico nascente non sarebbe altro che puro opportunismo travestito da missione sacra.

Non si tratta di un’ipotesi lontana né di una semplice battuta: è la forma più pericolosa di potere assoluto, abilmente nascosta dietro un velo di devozione. Per questo io sostengo con forza la necessità di mantenere un equilibrio nella vita pubblica, basato sulla ragione, sull’onestà e su valori concreti, lontani da ogni forma di manipolazione spirituale.

È di gran lunga meglio impegnarsi per una repubblica autentica, guidata da amministratori integri, preparati professionalmente e privi di ombre nel loro passato, capaci di governare con competenza e onestà per il bene di tutti.

Dobbiamo rimuovere con determinazione gli elementi velenosi che minacciano le nostre istituzioni, per poter vivere in una società davvero libera e autentica. Se queste riflessioni ti hanno fatto sorridere, ti invito a condividerle. Se ti hanno spinto a riflettere, conservale. E se ti hanno preoccupato, dimmi nei commenti cosa faresti tu personalmente per impedire che uno scenario del genere si realizzi mai. Perché il nostro futuro non dipende dal cielo, ma dalle scelte responsabili che noi cittadini facciamo ogni giorno.