Il Maestro e l’Ingenuo.
Sciocco, idiota, imbecille: tre gradi della stessa sciocchezza.
– Maestro, prima parlavamo dello sciocco, dell'idiota, dell'imbecille, e mi è tornato in mente un aneddoto che forse può aiutarmi a capire meglio la differenza.
– Dimmi pure, caro ingenuo, sono curioso di sentirlo.
– Un imprenditore aveva assunto nella sua attività un ragazzo di ventuno o ventidue anni. Un giorno il titolare andò in bagno e si accorse che il ragazzo non aveva tirato lo sciacquone. Allora lo chiamò e gli disse: "Tira l'acqua, perché questo servizio può usarlo anche un cliente."
– E il ragazzo che cosa rispose?
– Rispose: "Guarda, io a casa non lo faccio, per risparmiare acqua." Al che il titolare gli disse: "Va benissimo quello che fai a casa tua, ma qui devi essere chiaro: questo è un servizio pubblico, e bisogna tirare l'acqua."
– Mi sembra un errore comprensibile, in fondo...
– Fin qui, caro ingenuo, potremmo ancora chiamarlo semplicemente sciocco: non collega la causa con l'effetto, ma dovrebbe essere in grado di capirlo da solo.
– E poi che cosa successe?
– Il giorno dopo accadde di nuovo la stessa cosa. Il titolare lo richiamò: "Ma come, ieri non ti avevo spiegato che può arrivare un cliente e non può trovare il bagno così?" E il ragazzo rispose: "Sì, ma pensavo che ieri me lo stessi dicendo per scherzo, per questo non l'ho fatto."
– Allora lì la faccenda cambia...
– Esatto. A quel punto non è più solo sciocchezza: è passato a idiota, perché l'idiota è uno sciocco ripetitivo, uno a cui costa più fatica capire le cose rispetto al primo caso.
– E il terzo giorno, immagino, la storia si ripeté ancora?
– Proprio così. Il titolare, ormai esasperato, gli disse: "Ma mi stai prendendo in giro?" E il ragazzo rispose: "No, è che questa volta ho fatto la pipì così chiara che pensavo non te ne saresti accorto."
– A quel punto, Maestro, che cosa significa?
– A quel punto siamo passati a imbecille. Io stesso pensavo che l'imbecille fosse qualcuno che agisce con un proposito preciso, persino con malizia. Ma non è così, caro ingenuo: l'imbecille è piuttosto uno sciocco attitudinale. Non si tratta più di una vera mancanza di comprensione, ma di un atteggiamento: è più che altro testardaggine, andare avanti per la propria strada senza cambiare rotta.
– Quindi la differenza non sta tanto in quello che si capisce, ma in come ci si comporta di fronte a ciò che si è già capito?
– Esattamente, ingenuo. Lo sciocco non vede la relazione tra causa ed effetto. L'idiota la vede solo dopo, e con fatica. L'imbecille, invece, la vede benissimo — ma sceglie comunque di andare per la sua strada.
– Grazie, Maestro.

