Por Franco Cerutti
### Maltempo paralizza l’Europa: 800 voli cancellati ad Amsterdam, treni fermi in Belgio – Bar Sport, Briga Novarese – mercoledì 7 gennaio 2026
Nel Bar Sport di Briga Novarese il termosifone ronza come un trattore che ha bevuto troppo caffè, e fuori nevica così piano che sembra cadere per sbaglio.
Tonino «il Termosifone» entra scrollandosi la neve dalla testa come un cane bagnato, con il telefono in mano.
—Ottocento voli cancellati ad Amsterdam! Ottocento! Lì la gente è ferma in aeroporto da tre giorni, mangiano panini al formaggio olandese che sanno di cartone bagnato e pregano che arrivi un aereo invece di un altro fiocco.
El Poeta, dietro il bancone, versa un cappuccino con la schiuma che sembra una nuvola depressa.
—Amsterdam paralizzata, Belgio senza treni, e noi qui a Briga con due centimetri di neve che già chiamiamo catastrofe nazionale. È il clima che ha deciso di fare lo sciopero bianco, proprio come il ragionier Gualtieri quando gli chiedi di pagare il giro.
Il ragionier Gualtieri alza gli occhi dal cruciverba, con la matita in bocca come un sigaro spento.
—Io dico che è colpa del riscaldamento globale. Prima si scaldava troppo, adesso si è offeso e si è messo a congelare tutto per dispetto. Tra un po’ ci tocca andare al lavoro con le racchette da neve e il thermos di brodo caldo.
Mirella, seduta vicino alla stufa, si sistema la sciarpa come se stesse per partire per la Siberia.
—Poveretti, ottocento voli. Pensate: c’è chi doveva andare a New York per Capodanno ritardato e invece sta dormendo sul pavimento dell’aeroporto con un pupazzo di neve come cuscino. Io al massimo ritardo il pullman per Novara e mi lamento lo stesso.
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di rondini, entra sbattendo la porta e portando dentro mezzo metro quadro di neve.
—Io ho provato a partire per Torino con la Panda, ho fatto venti metri e la macchina ha detto: “No grazie, preferisco ibernarmi qui”. Il maltempo ha più carattere della mia ex moglie.
Calorifero, che sta pulendo il vetro della macchina del caffè con uno straccio che ha visto epoche geologiche, scuote la testa.
—In Belgio i treni fermi da ieri. Immaginatevi: il capotreno annuncia al microfono “Signori, per causa di maltempo il treno non partirà mai più, grazie per la fiducia”. E la gente applaude, perché almeno non deve più ascoltare la voce registrata.
Tonino «il Termosifone» si appoggia al bancone come un naufrago alla boa.
—Sapete qual è la cosa bella? Noi italiani, quando nevica due dita, chiudiamo le scuole, mandiamo i vigili a spalare con la pala di plastica e poi andiamo tutti al bar a commentare il disastro. Loro ad Amsterdam ottocento voli fermi e noi qui discutiamo se è meglio il cappuccino o il bombardino per combattere il freddo.
El Poeta alza il bicchiere di vino caldo.
—Brindiamo al maltempo europeo: che nevichi su chi se lo merita, che i treni ripartano solo quando avranno finito di litigare tra loro, e che ad Amsterdam qualcuno finalmente inventi il pattino da aeroporto.
Mirella ride e aggiunge piano:
—E che la neve smetta di cadere prima che Tonino finisca tutte le storie sul freddo, altrimenti qui dentro ci congeliamo sul serio.
Il termosifone continua a ronfare, fuori la neve scende lenta lenta, e al Bar Sport di Briga Novarese il mondo può pure fermarsi, tanto c’è sempre qualcuno pronto a commentarlo con un altro giro.

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